Cronista per un giorno

Posted by on 22 Mar 2011

Premio Nazionale Associazione Culturale DEUS DAJ

Emanuela Tortora (classe prima sezione C servizi sociali) ha vinto il Premio Nazionale “Cronista per un giorno” con la seguente intervista alla  Dirigente Scolastica Rosanna Genni.

Il lavoro è stato coordinato dalla prof.sa Carmela Soviero.


Noi alunni, della classe 1°C Servizi Socio-Sanitari, dell’Istituto Statale Istruzione Superiore “Europa” Pomigliano D’Arco, abbiamo deciso di intervistare il nostro Dirigente Scolastico Rosanna Genni sul tema “Il mondo della scuola”. L’obiettivo dell’intervista è stato quello di conoscere meglio la donna che intravediamo tutti i giorni nel suo ufficio, per i corridoi o durante le manifestazioni ufficiali e capire il funzionamento del l’organizzazione scolastica, con i suoi progetti e le sue attività

Qual è stato il suo percorso di studi?
Ho frequentato il Liceo scientifico e mi sono laureata in Economia e Commercio. Sono stata ricercatrice per diverso tempo presso l’istituto di Diritto Pubblico della Facoltà di Economia di Napoli e contemporaneamente studiavo per conseguire una seconda laurea in Giurisprudenza. Ad un certo punto, però,  il mio percorso di vita ha subito una svolta. Ho vinto un concorso nella scuola per insegnare Economia Aziendale per cui ho smesso di studiare e non ho sostenuto gli ultimi due esami per la seconda laurea.
Che tipo di alunna era?
Una vera secchiona.
Ha qualche rimpianto in merito al suo vecchio ruolo di docente?
Molti, perché essere dirigente, è un ruolo molto burocratico, che mi fa stare a contatto con problemi di ogni genere, spesso di difficile soluzione. Mi manca molto il rapporto con gli alunni, veder nascere in loro una scintilla e conoscerli nel profondo del loro essere.
Da quanti anni dirige l’ISIS Europa? Quali erano gli obiettivi che si era proposta?
E’ il mio quarto anno come dirigente scolastico, ma ho insegnato in questa scuola per diciotto anni.  Ho scelto questa scuola malgrado moltissime persone cercavano di dissuadermi in quanto ritenevano che fosse difficile fare il dirigente dove si era svolto il ruolo di docente, soprattutto, per i rapporti che avevo costruito nel tempo. Invece, ho scelto questa scuola perché pensavo di poter modificare quello che era il luogo comune secondo il quale le scuole professionali non sono in grado di formare delle persone che possano proseguire il loro percorso di studi per occupare dei funzioni di rilievo nella società.
Lei pensa di aver raggiunto i suoi obiettivi?
Penso di essere sulla buona strada, penso che i cambiamenti che abbiamo apportato nella scuola, sono tali da poter consentire agli allievi, una volta usciti dai percorsi formativi, la possibilità ditrovare agevolmente un lavoro coerente con le competenze professionali acquisite.
Secondo lei, quale comportamento deve assumere un Dirigente per ottenere il rispetto e la stima degli alunni?
Penso che il miglior modo per insegnare qualcosa a qualcuno è l’esempio in primis, e credo che la mia presenza nella scuola dalle 7.30 del mattino fino a sera, l’impegno proficuo in tutte le cose che faccio, possa far si che i ragazzi abbiano stima del mio lavoro; anche, se sono perfettamente cosciente del fatto che io sono la preside e loro gli alunni, che per tutto il tempo della loro permanenza a scuola, probabilmente avranno dei pensieri non allegri su di me, ma sono sicura che quando usciranno da qui, capiranno e apprezzeranno…
Se potesse, cosa cambierebbe dell’ISIS?
E’ una domanda difficile, ci sono tante cose per cui stiamo lavorando. Quello che cambierei fondamentalmente, se avessi una bacchetta magica, è l’edificio.
L’ I.S.I.S. “Europa”, presente sul territorio di Pomigliano D’Arco, nel 2010 è stato l’istituto più gettonato dalle famiglie, secondo lei perché?
Perché sono diversi anni, in cui si sta lavorando molto seriamente, c’è un gruppo di docenti molto attivo che sta introducendo tantissime trasformazioni nel modo di fare scuola, spesso, non sono percepite correttamente da tutti, ma spero che, nell’arco di pochi anni, possano essere patrimonio di tutti quelli che lavorano nella scuola. Particolare rilievo viene dato al lavoro pluridisciplinare, ai progetti, alla didattica laboratoriale e ai relativi prodotti, questo lavoro di ricerca e sperimentazione attivo permette agli allievi di affrontare situazioni problematiche, elaborando opportune soluzioni, modificando i propri comportamenti, rivedendo i propri pregiudizi. Sono stati presi, anche, una serie di provvedimenti che garantiscono la presenza degli allievi nella scuola riducendo così la dispersione scolastica.
L’assenza della legalità nel Sud frena lo sviluppo delle imprese e conseguentemente la creazione dei posti di lavoro? La scuola come può comportarsi in questo senso?

Come dovrebbero comportarsi tutti, ognuno nel ruolo che svolge non deve tener conto dei comportamenti illegali degli altri ma deve fare quello che è giusto, per sé e per la società, nel rispetto delle regole e della legge. La nostra scuola, progetta e realizza situazioni formative in grado di mettervi nella condizione di conoscere le istituzioni che governano la vita sociale e le leggi che la garantiscono per diventare domani cittadini consapevoli.

Noi abbiamo l’esigenza di avvicinarci al mondo del lavoro in modo pratico. Cosa offre la nostra scuola a noi alunni dei servizi socio-sanitari?
Non solo per voi dell’indirizzoServizi Socio-Sanitari, ma per tutti gli alunni dell’Istituto,  la scuola sta costruendo dei percorsi, realizzando anche dei protocolli d’intesa con le associazioni di categoria, che permettono di effettuare uno stage, o dei tirocini formativi. Siamo in una fase di elaborazione di queste attività, ma sono sicura che vi consentiranno un più facile accesso al mondo del lavoro.
Ci racconti un episodio, un momento, un evento legato alla vita dell’Istituto I.S.I.S. “Europa”
Fatemi pensare… Come sapete, l’Istituto Europa da anni è impegnato nei progetti di Cooperazione Internazionale,  tali attività, oltre che contribuire a migliorare la conoscenza delle lingue straniere, ad acquisire una maggiore fiducia in se stessi e molti nuovi amici all’estero, rende una concreta realtà l’apprendimento permanente attraverso il  contatto diretto con la cultura del paese ospitante.
In questo momento sette alunni del nostro Istituto, grazie a questi progetti, frequentano una scuola a Barcellona, a gennaio la nostra scuola ospiterà, invece, sette alunni di quella stessa scuola. Circa quindici giorni fa sono andata nella scuola di Barcellona per incontrare i nostri alunni, eravamo tutti raccolti in un’aula, una volta terminato ciò che stavamo facendo, siamo scesi nell’atrio della scuola e i miei ragazzi mi hanno detto: “Preside, qui non possiamo stare, dobbiamo tornare in classe, perché possiamo dare fastidio a chi fa lezione!” . Sono rimasta stupefatta, perché fino a pochi mesi fa quegli stessi alunni non erano così rispettosi delle regole scolastiche, hanno finalmente capito come si ci comporta in un ambiente scolastico. Per me è stata una soddisfazione enorme, l’esperienza che stanno vivendo ha permesso loro di crescere, migliorarsi e arricchirsi.
Emmanuela Tortora
Classe: 1°C Servizi Socio – Sanitari